Chiunque -come il sottoscritto- che si diletti da diversi anni con la lettura (e lo studio) del fumetto, si sarà ogni tanto sentito preda di tormentose domande, nella maggior parte dei casi relative alla pubblicazione di un'opera e alla sua liceità, o meglio, alla sua contingenza: a dire di testi ( e in quanto "letteratura disegnata" anche il fumetto lo è!) assolutamente inutili, che anzichè interesse, suscitano sbracati sbadigli.
Autori unici esordienti, come questo Castaldi, nella migliore tradizione italiana, sarebbe sempre salutare non farli esordire.
Alla saggio e magnanime Borges, che raccontava come suo padre fosse solito dire che bisogna scrivere e non pubblicare, o almeno pubblicare tardi, rispondiamo con l'inquietante domanda fondamentale della metafisica: perchè un testo, anzichè il nulla?