giovedì 29 dicembre 2011

Sognando il Giappone?


HARCADYA 2, la distruzione di Babel di Enzo Troiano (Bottero/Wombat)
I fumettisti italiani hanno quasi sempre sognato gli Stati Uniti e la Francia, ora da un po' di tempo sognano anche il Giappone.
Enzo Troiano è tra questi, ma al capitolo conclusivo della saga di Harcadya (dopo il cartonato L'isola Mystere e l'albo spillato Il sogno) non mantiene nessuna delle volenterose promesse iniziali, incartandosi in una storia troppo grande per chiunque (cristianesimo, satanismo, massoneria...), perdendosi oltretutto in mille e più citazioni visive, principalmente nipponiche. Sì, perchè qui -oltre ai soliti miti degli anime del sol levante- troviamo, a piene mani e più di quanto Troiano abbia mai "citato" in precedenza: Frezzato, Manara, Serpieri, Moebius, J.Gimenez, Castellini, Pratt... con risultati altalenanti, non sempre convincenti e mai giustificati. Resta apprezzabile la consueta generosità espressiva, nonchè la ricchezza della sua tavolozza, qui al suo massimo.
Se Enzo Troiano si trovasse un valido sceneggiatore e la smettesse con le citazioni, potrebbe
-forse (in quanto le capacità non gli mancano di certo)- sedere un giorno al tavolo dei grandi che tanto ammira e copia.
Voto: 7-
BETA (1 di 2) di Vanzella & Genovese (BAO)
E' invece quasi un miracolo: ovvero come realizzare un fumetto "vintage" senza scadere nel tardo nerdismo di chi ha vissuto gli anni dell'invasione televisiva dei robottoni giapponesi.
Bravi entrambi gli autori: trama -di Luca Vanzella- ricchissima e originale (l'idea della guerra fredda con i robottoni al posto dei missili nucleari è geniale!), disegni -di Luca Genovese- precisi, espressivi e dinamici!
Anche qui molte citazioni, ma tutte puntuali e perfettamente a registro.
Voto: 9

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