

"E' come ballare su uno tsunami", e ancora: "Il mondo di Vampirella è una giostra di orrore, violenza, sangue e morte", sono solo due frasi estrapolate dal volume in questione, ma che ben esprimono il nuovo corso del personaggio, passato dalla mani della "sgonfia" Harris alla dinamica ed intraprendente Dynamite. In una inedita Seattle gotica, violenta, barbarica, immersa nella notte perenne; Vampirella percorre (o sembra farlo) tappe obbligate di una specie di resurrezione "etica", mentre gli altri personaggi, vuoti nell'oscurità di un universo che non promette ormai alcun futuro, sembrano non avere più alcun percorso, nessun ordine da seguire. Il sangue scorre a fiumi come mai prima in un comic u.s.a maintream; ma è sangue d'annata, stillato da un ottimo sceneggiatore, Eric (Superman) Trautmann, e dal disegnatore esordiente, Wagner Reis, la cui prova -malgrado alcune ingenuità imputabili all'inesperienza- è tra le più stupefacenti e meno "asservite" viste negli ultimi anni. Bravi, ma nella norma, anche Fabiano Neves e Walter Geovani.
Dopo un primo periodo non proprio esaltante, fatto più di fumo che di arrosto, i fumetti targati GG Studio ( in U.S.A serializzati in comic book, e -in questo caso- prossimamente riuniti in volumi cartonati per il mercato italiano), stanno qualitativamente rimontando, grazie al "reclutamento" di soggettisti e sceneggiatori di tutto rispetto. Dopo gli ottimi Davide Rigamonti e Alex Crippa, è ora la volta di Davide Aicardi, professionista della narrazione conosciuto ed apprezzato in più ambiti, non soltanto in quello del fumetto. La sua serie, Extinction Seed, disegnata e colorata in un convincente stile Image prima maniera da Livia Pastore e Alessia Nocera, rievoca in modo originale e non "citazionista" il Carpenter di The Thing, ma con la forza tellurica del miglior Warren Ellis supereroistico, ma con in più un pizzico di Go Nagai. Non male davvero per un quasi esordio nella sceneggiatura seriale. Da seguire con attenzione.

Non male questa riedizione integrale di PK, da lunedì scorso in edicola con Il corriere della sera e La gazzetta dello sport.
Mauro Cicarè, al suo sesto libro (terzo come autore completo, come si è sempre detto e come ancora si dice in quasi tutto il resto del mondo, o se meglio vi aggrada "autore unico" come piace a Michele Ginevra) esplora il mondo del calcio, dentro e fuori, in un continuo controcampo che coinvolge giocatori, tifosi, spettatori televisi, cronisti... Arte sequenziale nel senso più proprio e ampio del termine, in quanto trattasi del catalogo di una singolare -quanto inusuale- mostra: quadri muti a matita e carboncino che -esposti come una via crucis o impaginati in un libro- raccontano, con toni ora epici ora grotteschi, 90 minuti di speranze, lacrime, sudore, sangue... Bellissimo, anche per chi -come me- non ama il calcio.

BETA (1 di 2) di Vanzella & Genovese (BAO)
Almeno questo, a differenza di altri recenti graphic novel, ci si impiega un po' più di 10 minuti a leggerlo. E non è cosa da poco, visto che non c'è molto con cui deliziarsi la vista.
Premetto subito di essere un fan della prima ora di Marino Neri, di avere amato alla follia il suo IL RE DEI FIUMI, e di essermi incantato davanti alle sue tavole in mostra al recente TrevisoComicBookFestival... Ma questo suo nuovo lavoro, non solo mi ha profondamente deluso, ma anche fatto incazzare come solo una vera e propria presa per i fondelli riesce a fare. Il disegno, sempre bello ed evocativo, qui consciamente debitore di Ferenc Pintér, inconsciamente (forse) anche di Micheluzzi, è al servizio di una storiellina, raccontata mille volte -e molto meglio- dalla letteratura e dal cinema. Una storia di crescita (il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, e tutte quelle bagatelle lì...), folklore e superstizione. La costruzione della tavola, di tutte le tavole, annienta ogni possibilità narrativa, diventando mera speculazione estetica, e -cosa gravissima- estetizzante. Ritmo zero. Dramma zero. Calore zero. E il finale, non può che far ghignare per quel suo umorismo involontario, che solo la mancanza di sense of humor del suo autore e degli editor(s?) di Canicola può non aver "registrato". Inoltre, per l'esilità del tutto, non ci si può che porre un grosso interrogativo sul fin troppo abusato termine "graphic novel", mai come in questo caso assurdo e stracciato. Semmai una parentesi, lieve ed inutile, che scivola via come un ricordo offuscato al quale non dare troppo peso.
Acqua Storta è la "riduzione" a fumetti dell'omonimo romanzo (anche piece teatrale) di L.R. Carrino. A fare la differenza, rispetto ad altre operazioni analoghe, è la svelta e sicura sceneggiatura di Valerio Bindi (imparate sceneggiatori, imparate!), e -soprattutto- il bellissimo ed energico bianco e nero di M.P.Cinque.
Altra gustosa reinvenzione dell'avventura classica-con derive urban fantasy- ad opera di due autori italiani, i veterani Andrea Mantelli (testi) e Paolo Ongaro (disegni e colori), che già anni orsono (gli '80!!!) firmavano su Lanciostory il bello e fluviale fantasy western Old America.
Se VOLTO NASCOSTO "odorava" di classici della letteratura d'avventura, da Dumas a Salgari... fino ad Haggard, questo sequel "olezza" (in senso buono) di Pulp: da Zorro a The Shadow, da Doc Savage a
A tutti i lettori, professionisti del fumetto e/o aspiranti tali...questa è una delle sempre più rare occasioni per imparare come scrivere e disegnare UN FUMETTO... godendo per la gioia come ricci in calore!